Falso in bilancio: riflessioni sulla nuova normativa

VALUTAZIONI DI BILANCIO E RIFLESSI SULLA APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SUL FALSO IN BILANCIO

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Segnalo la recente sentenza della Corte di Cassazione n. 890/2016 che, ribaltando il precedente orientamento, ha sancito la rilevanza penale delle valutazioni nel falso in bilancio, laddove errate valutazioni producano effetti distorsivi sul risultato economico oltre le soglie stabilite nel riformato dell’art. 2621 del codice civile.

E’ noto che la disciplina civilistica, le direttive e regolamenti comunitari, le raccomandazioni degli organismi di vigilanza, i principi contabili nazionali e internazionali e l’evoluzione stessa dell’economia d’impresa attribuiscono crescente rilevanza alle valutazioni nell’informativa di bilancio.

IFRS/IAS, OIC, PIV, Fair Value sono fonti e strumenti a disposizione di amministratori e dirigenti preposti alla documentazione contabile che consentono di orientare la redazione del bilancio e le valutazioni verso pratiche omogenee e comparabili. Laddove l’area valutativa diventa preponderante, aumenta il rischio di distorsioni determinate da apprezzamenti soggettivi e pratiche disomogenee; si rende quindi necessario affinare la conoscenza e l’impiego di tali strumenti, volti a contenere la discrezionalità del valutatore a vantaggio dell’applicazione di principi e pratiche omogenee e uniformi e di una corretta informativa di bilancio.

E’ evidente come l’informativa di bilancio abbia giocato un ruolo determinante nella fiducia riposta da investitori e stakeholders verso banche e imprese nella situazione in cui ci siamo venuti a trovare negli ultimi anni e nelle più recenti crisi di alcune banche, emerse con grave e colpevole ritardo. Inadeguate valutazioni di crediti, partecipazioni societarie, avviamenti, strumenti finanziari e di altre poste di carattere valutativo spesso ne sono la causa.

Il regime sanzionatorio cui amministratori e dirigenti preposti alla redazione della documentazione contabile sono soggetti, introdotto dalla recente normativa sul falso in bilancio, alla luce del più recente orientamento della Suprema Corte, può riacquistare piena efficacia e rappresentare un valido deterrente per pratiche nocive alla fiducia dei risparmiatori e all’economia nel suo complesso.

 

 

 

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